Il Vertice Ue del fare poco

Abbiamo vinto bene sulla disoccupazione. Abbiamo vinto di misura sull’Unione bancaria. Abbiamo pareggiato sul ruolo della Bei”. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha descritto così i risultati del Vertice che si è chiuso ieri a Bruxelles. I leader europei hanno aggiunto altre briciole alle briciole per lottare contro la disoccupazione giovanile: 2-3 miliardi in più rispetto ai 6 miliardi originariamente preventivati per l’“Iniziativa Giovani”. All’Italia dovrebbero arrivare 1,5 miliardi nel periodo 2014-2017. Secondo Letta, è un risultato “importante per l’Italia e per l’Europa”, anche dal punto di vista politico: “Il cuore dell’Ue” non è più l’Ecofin, ma le persone.
24 AGO 20
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"Abbiamo vinto bene sulla disoccupazione. Abbiamo vinto di misura sull’Unione bancaria. Abbiamo pareggiato sul ruolo della Bei”. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha descritto così i risultati del Vertice che si è chiuso ieri a Bruxelles. I leader europei hanno aggiunto altre briciole alle briciole per lottare contro la disoccupazione giovanile: 2-3 miliardi in più rispetto ai 6 miliardi originariamente preventivati per l’“Iniziativa Giovani”. All’Italia dovrebbero arrivare 1,5 miliardi nel periodo 2014-2017. Secondo Letta, è un risultato “importante per l’Italia e per l’Europa”, anche dal punto di vista politico: “Il cuore dell’Ue” non è più l’Ecofin, ma le persone. Sulla Banca europea degli investimenti, Letta avrebbe voluto di più. Il pareggio è dovuto al rifiuto dei paesi del nord di mettere a rischio il rating della tripla A con più prestiti per infrastrutture e piccole e medie imprese. Alla fine, la Germania è riuscita a ridimensionare le ambizioni iniziali sulla Bei, con un taglio dell’aumento delle capacità di prestito dal 50 al 40 per cento. Ma è soprattutto sull’Unione bancaria che la “vittoria di misura” rivendicata da Letta rischia di trasformarsi in un trionfo per la Germania e in un pericolo per la zona euro. Dalle conclusioni del Vertice è scomparsa la “rete di sicurezza” finanziaria europea che avrebbe dovuto accompagnare il futuro Meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie.
Come esigeva la Germania, e contrariamente al parere della Banca centrale europea, non ci sarà nessuna mutualizzazione dei rischi: saranno i governi nazionali a dover istituire fondi nazionali per aiutare le banche che si troveranno in difficoltà dopo gli stress test del 2014. Lo ha raccontato lo stesso Letta: c’è voluto un duro intervento del presidente della Bce, Mario Draghi, per salvare le prospettive di completamento dell’Unione bancaria che la Germania voleva cancellare. Con la minaccia di un veto che mise nell’angolo la cancelliera Merkel, un anno fa Mario Monti era riuscito a creare le condizioni per lo scudo anti spread.
“Mi chiedo se debba prendere una scarpa e batterla sul tavolo come Krusccev”, ha ironizzato Letta per rispondere a chi lo critica in Italia per la poca determinazione di fronte a Merkel. “I risultati li abbiamo ottenuti” con l’impegno a non “sfasciare i conti”. La realtà è che l’unico Kruscev rimasto è il presidente della Bce: un Draghi sempre più solo, che rischia di perdere la pazienza con i sonnambuli, sempre più immobili, della zona euro.